I falsi miti dell’Home Staging

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Anche tu credi ai falsi miti dell’Home Staging? Leggi questo articolo e (forse) cambierai idea!

Hello there! In questo articolo del Blog di Homethic proviamo a sfatare qualche falso mito che ancora circola sull’Home Staging. Pronta/o? Si parte!

Home Staging sì, Home Staging no

Quando si parla di Home Staging nel settore immobiliare, le reazioni che si possono riscontrare nell’interlocutore sono certamente di due tipi:

  1. grande entusiasmo, dato dalla consapevolezza dei risultati che questa pratica professionale sta raggiungendo, sia all’estero che in Italia;
  2. scetticismo, a causa di alcuni falsi miti in circolazione.

Partiamo dal presupposto che, nonostante i Paesi con una diffusione più capillare di questa strategia di marketing siano gli Stati Uniti e il Canada, anche in Italia l’Home Staging si sta gradualmente radicando, a fronte di una presenza di ormai 10 anni sul territorio.

Nonostante nel settore immobiliare le idee siano sempre più chiare in riferimento a questa nuova professione e alle opportunità che essa è in grado di offrire, vi sono convinzioni fuorvianti e abbastanza diffuse che ostacolano la crescita ancora maggiore di questo benefico e promettente fenomeno.

L’Home Staging NON incide sulla provvigione dell’agente immobiliare

Il primo dei falsi miti dell’Home Staging è che l’importo dovuto all’Home Stager vada a compromettere la provvigione dell’agente immobiliare. Questo non è assolutamente vero.

È sempre buona norma pattuire in anticipo i compensi per tutte le figure coinvolte in una compravendita. Tuttavia il costo del professionista viene usualmente addebitato al proprietario, come servizio ulteriore e complementare a quello di vendita o affitto dell’immobile.

Come specificato chiaramente da Barb Schwarz, ideatrice di questa strategia di marketing, l’operazione di Home Staging va vissuta come un concreto investimento, capace di mettere in risalto le potenzialità dell’immobile e creare un feeling con il potenziale acquirente, cosicché la location venga venduta per il suo reale valore, in tempi decisamente contenuti.

Questa prospettiva rende chiaro che l’importo dovuto per la predisposizione dei locali, nulla ha a che fare con la provvigione dell’agente immobiliare.

Ciò non toglie tuttavia che vi sia un’esigenza di forte collaborazione tra l’agente e l’Home Stager.

Contrariamente a quando avviene spesso inoltre, la presenza dell’Home Stager dovrebbe essere vissuta dall’agente immobiliare come una grande opportunità per effettuare una chiusura di contratto più agevole, al giusto prezzo e in tempi brevi.

Paradossalmente infatti, una vendita ad alto valore commerciale, grazie all’intervento dell’Home Stager incrementa la provvigione dell’agente immobiliare anziché abbassarla.

NON solo gli architetti possono essere Home Stager

La seconda obiezione che viene spesso mossa dagli scettici è che solo gli architetti sono titolati a candidarsi in qualità di Home Stager. Anche questo è assolutamente falso.

È naturale, per certi versi, che a candidarsi o ad interessarsi a questa professione siano fisiologicamente architetti o scenografi. Questa tendenza è infatti da ricercarsi nella loro preparazione e nella loro passione intrinseca per questo tipo di professione.

Tuttavia non si tratta di requisiti obbligatori, anche per il fatto che gli interventi previsti da questa disciplina non includono modifiche strutturali degli immobili. Una formazione seria e professionale, insieme ad un programma di affiancamento tramite stage e collaborazioni sono sufficienti per divenire Home Stager preparati, anche senza una laurea in architettura.

Gli acquirenti italiani NON sono solo razionali

Per finire, un altro dei falsi miti dell’Home Staging riguarda gli acquirenti. In molti sostengono che questa strategia di marketing non prederà mai realmente piede nel nostro Paese, in quanto a guidare le scelte dei potenziali acquirenti sono caratteristiche piuttosto razionali degli immobili, come i metri quadrati ed altre proprietà strettamente funzionali.

Anche questa convinzione è assolutamente priva di fondamento. Non solo l’Italia è il Paese del design e dello stile per eccellenza, ma inoltre – dati alla mano – le statistiche di vendita di case in cui si è applicato questo metodo dimostrano che la commercializzazione degli immobili coinvolti avviene nell’80% di tempo in meno rispetto a quella effettuata in maniera tradizionale.

Oltre ad una resistenza tra gli operatori del settore, spesso sono gli stessi proprietari a non cogliere l’opportunità di coinvolgere un professionista che predisponga la casa al meglio per la vendita. Vediamo insieme le obiezioni che spesso espongono.

NON mettiamola sull’orgoglio

La prima trova sicuramente le proprie radici nell’aspetto affettivo, ovvero nel legame che ancora esiste tra il proprietario e l’immobile. In sostanza, non sempre chi vende è felice di sentirsi dire che la casa va cambiata per poter essere ceduta più efficacemente, quasi fosse un colpo basso al loro orgoglio.

Come anticipato, si tratta di un risvolto comprensibile ma è bene che il proprietario capisca i benefici di eliminare fonti di distrazione o personalizzazioni eccessive e creare una sorta di ambiente modello in cui il potenziale acquirente possa immaginare la sua di vita ed emozionarsi.

Chi fa da sé… NON fa per tre!

La seconda è guidata dal pensare di saper fare e dunque sottovalutare la preparazione accurata dell’Home Stager. Non basta pulire la casa, riordinarla e agghindarla con i migliori suppellettili a disposizione per far emergere agli occhi dei potenziali clienti le potenzialità dell’immobile.

L’oggettività con cui lavora un professionista e la consapevolezza delle leve emozionali da stimolare maturata con l’esperienza, oltre alla conoscenza perfetta del mercato immobiliare contemporaneo, non possono che conferire all’immobile una marcia in più dal punto di vista estetico.

Affidarsi e fidarsi è un must se si è al cospetto di professionisti del settore.

In definitiva, il nostro Paese può apparire per certi versi restio al cambiamento e particolarmente legato alla tradizione in tutti i settori commerciali.

D’altra parte, vi è un grande apprezzamento per ciò che risulta curato. Questa caratteristica trova riscontro nell’aumento graduale della domanda di Home Stager da parte di proprietari interessati a vendere i propri immobili e nella facilità di chiusura di ottimi contratti con potenziali clienti.

Non resta che osservare questo segmento crescere, contemporaneamente al radicarsi di una nuova professione, sicuramente all’altezza delle aspettative.

Hai ancora qualche dubbio? Contattaci! Proveremo ad essere più chiari e a rispondere alle tue domande!

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